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Servizio Polizia Stradale: diffida per provvedimenti Contra Legem

Il Direttore del Servizio di Polizia Stradale il 22 dicembre 2015 ha impartito ai Dirigenti dei Compartimenti Polizia Stradale, interpretando “ liberamente” e stravolgendo il contenuto di alcune direttive del Capo della Polizia, ordini contra legem che incidono sulla professionalità dei “Comandanti” delle Squadre di Polizia Giudiziaria” limitandone le funzioni, previste espressamente dalla legge coordinate anche con le norme del codice di procedura penale, con conseguente demansionamento.

Tali disposizioni contra legem risultano illogiche, contraddittorie e integrano vizi di legittimità nella forma dell’eccesso di potere e della violazione di legge rispetto alle Direttive: n.300/47189/131/0/17 del 19 gennaio 1990 e n. 300/A/27924/131/O/23/1/1 del 14 marzo 1998 a firma del Capo della Polizia nonchè alla successiva. n. 300/A/13646/09/1310/39 del 29 ottobre 2009 del Direttore Centrale delle Specialità e alle norme del codice di procedura penale che regolamentano l’attività dei servizi di polizia giudiziaria.

Il provvedimento de quo configura anche un palese e illegittimo demansionamento, poiché la qualità e la quantità delle funzioni svolte dal personale in questione sono ora caratterizzate da un contenuto inferiore a quelle precedentemente attribuite, e quindi deteriori, anche in riferimento alle funzioni previste per il personale del ruolo degli Ispettori e, in particolare, per coloro che rivestono la qualifica di Ispettore Superiore S.U.P.S – Sostituto Commissario oltre a violare altre leggi e direttive in materia.

In particolare la direttiva a firma del Capo della Polizia dispone che “il responsabile dell’unità investigativa del Compartimento” è il “Comandante della Squadra di P.G.” .

Lo stesso svolge in via prioritaria e continuativa le funzioni indicate nell’art. 55.

È evidente che ATTRIBUIRE al Direttore dell’Ufficio II del Compartimento funzioni non previste e requisiti (di cui non è in possesso) richiesti dall’art. 12 delle norme di attuazione del codice di procedura penale, è (oltre che illogico e contraddittorio con conseguente impossibilità operativa) contro ogni disposizione di legge.

Infatti avendo il Funzionario la responsabilità a carattere generale in diverse aree di attività nelle quali è suddiviso il Compartimento non ha quelle peculiarità ( prioritaria e continuativa) che consentano la comunicazione del nominativo alla competente Autorità Giudiziaria.

In ultimo, imporre l’apposizione di un “visto” per quanto sopra, potrebbe risultare un atto di censura o controllo generalizzato che limita lo sforzo investigativo delle indagini.

Nell’interesse della stessa Pubblica Amministrazione, dei dipendenti interessati, obbligati anche ad assicurare l’adempimento, oltre che della categoria rappresentata si è chiesto di rimuovere i vizi di legittimità contenuti nel menzionato provvedimento annullandolo.

In mancanza, si promuoveranno le dovute azioni legali per i danni conseguenti al demansionamento subito e alla lesione della dignità personale dei “Comandanti” in particolare.

Si è infine provveduto a segnalare il fatto anche a chi è deputato ad esercitare la VIGILANZA. in caso di inerzia del Funzionario responsabile.

Roma 23 febbraio 2016

Il Segretario Generale Nazionale
Flavio Tuzi

Scarica il comunicato ufficiale

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