La figlia di Enzo Tortora: "No a fiction romanzata su mio padre"
ROMA - «Mi hanno fatto leggere la sceneggiatura e non la condividevo. Ho manifestato i miei dubbi a Ricky Tognazzi, ma da allora nessuno si è più fatto vivo con me». A rivelarlo è Gaia Tortora, la secondogenita del presentatore, che, si sofferma con il settimanale "Gente" (in edicola lunedì con le prime immagini dal set, in esclusiva), su "Applausi e sputi- Le due vite di Enzo Tortora", la fiction, dedicata al celebre presentatore, che si sta girando a Napoli. Prodotta per Raiuno, ha tra i protagonisti Ricky Tognazzi, che interpreta Enzo Tortora ed è anche il regista del film per la Tv, e Bianca Guaccero, nella parte di Francesca Scopelliti, la compagna del giornalista. «Sono felice si ricordi l'ingiustizia subita da papà - dice - ma temo la si voglia trasformare in una fiction romanzata parlando di donne e sentimenti. E sarebbe inaccettabile». La trama riassume la vicenda giudiziaria di Tortora, accusato per traffico di droga e e associazione di stampo camorristico, il cui arresto il 17 giugno 1983 fu uno choc: venne fatto sfilare, tra i flash dei fotografi e delle telecamere dei telegiornali, scortato da due carabinieri e con le manette in bella vista a stringergli i polsi. Una gogna mediatica e giudiziaria che ebbe termine il 15 settembre 1986, con la sua assoluzione con formula piena.













