Sabato, 19 Maggio 2012

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Ministeri. Intesa PDL-Lega, al nord "rappresentanze". Roma in disaccordo

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ROMA - Chissà se la Lega saprà accontentarsi. Perché delle richieste inviate da Pontida al premier, crescono quelle che rischiano di rimanere disattese. Quella sul trasferimento dei ministeri a Nord, per esempio, che ha scatenato un duro scontro nella maggioranza. Il sindaco della Capitale e il governatore del Lazio hanno risposto immediatamente alla sfida del Carroccio, lanciando una raccolta di firme che nello stesso Pdl ha sollevato qualche critica. «Esagerata», l'hanno definita Cicchitto e La Russa. Alemanno nega spaccature. Presenterà una mozione parlamentare su cui, dice sicuro «sarà d'accordo tutto il Pdl». Nel partito si tenterà una difficile mediazione per non correre rischi in aula. Anche alla Chiesa la proposta di spostare i ministeri non piace: «Un gesto di disprezzo per il Sud».

Il Pd presenterà alla Camera un ordine del giorno contro la proposta. Sulla fine della missione in Libia, che Maroni ha ribadito essere necessaria per «fermare lo sbarco di clandestini», arriva invece l'altolà di Napolitano. Il presidente della Repubblica ricorda che «è nostro impegno, sancito dal Parlamento, restare schierati con le forze degli altri Paesi che hanno raccolto l'appello delle Nazioni Unite». Anche Frattini assicura che «l'Italia sarà coerente con gli impegni presi». E mentre si avvicina la verifica di maggioranza, i LibDem annunciano il passaggio all'opposizione e la deputata Biancofiore minaccia l'addio al Pdl. Lei, altoatesina, potrebbe passare «al gruppo Misto con Miccichè», leader di Forza Sud.

(di Alessandra Severini da Leggo del 21 giugno)

ACCORDO IN SERATA, ALEMANNO INFORMATO. L'intesa sul testo è stata raggiunta nel vertice a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi, dirigenti del Pdl e i leghisti Roberto Calderoli e Marco Reguzzoni. Ci sarà un odg congiunto Carroccio-Popolo della libertà in cui si conferma che ad essere distaccati saranno solamente degli uffici ministeriali di rappresentanza, pur se operativi. Nel corso dell'incontro è stato sentito al telefono il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

LO STRAPPO DI ALEMANNO E POLVERINI I ministeri non si toccano. La Regione e il Campidoglio fanno quadrato contro la proposta di spostamento al Nord e la battaglia, combattuta a colpi di petizione, rischia di gelare i rapporti all'interno della maggioranza. Ai banchetti leghisti di Pontida per la raccolta di firme, la presidente Renata Polverini ha risposto con un gazebo in piazza del Pantheon da cui ha lanciato una contro-petizione per «confermare le funzioni di Roma Capitale, da sempre centro dell'azione di governo e sede delle istituzioni».

Oltre alla governatrice, tra i primi firmatari anche il sindaco Alemanno che ha annunciato per oggi una «verifica all'interno del Pdl tra i favorevoli e contrari» con un ordine del giorno alla Camera, oltre a quello già annunciato da Dario Franceschini del Pd. Ma la mobilitazione dei due esponenti del Pdl ha creato non poche tensioni all'interno del partito. Dura la polemica del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: «A Roma dovrebbero piuttosto occuparsi dei problemi della Capitale e della Regione». Immediate allora le repliche al vetriolo della Polverini che ha assicurato «alla mia Regione ci penso quotidianamente» e di Alemanno che ha consigliato a Cicchitto di «non innervosirsi troppo, da romano deve stare dalla nostra parte». Alla petizione hanno già aderito anche molti parlamentari nazionali eletti nel Lazio, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti e il coordinatore regionale del Pdl, Vincenzo Piso.

(di L. Loi. da Leggo del 21 giugno)

LA LEGA ABBOZZA. Il punto di rottura poteva essere proprio lo spostamento degli uffici di rappresentanza visto che la Lega a Pontida aveva parlato proprio di ministeri. Ma l'accordo in serata sancisce che i lumbard per ora devono fare buon viso a cattivo gioco. Intanto, uno stop alle iniziative del Carroccio, arriva dall'arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini, che chiede alla Lega di «frenare le mire secessionistiche» e lo spostamento dei ministeri al Nord, «gesto di grandissimo disprezzo per il Sud». «I trasferimenti riguardano anche il Sud», è stata la risposta del ministro Roberto Calderoli.

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