Sabato, 19 Maggio 2012

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Monti: "Il posto fisso non esiste più". Piazza Affari vola e lo spread sotto i 390

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mariomontimatrix
ROMA - Il posto fisso? Che noia. Il premier Monti torna ad affrontare il delicato tema della riforma del lavoro che avrà «la finalità principale di ridurre il terribile apartheid che esiste nel mercato del lavoro tra chi per caso o per età è già dentro e chi giovane fa terribile fatica ad entrare». Ma proprio ai giovani Monti dice di abituarsi «all'idea di non avere più il posto fisso a vita. Una monotonia, è bello cambiare e accettare delle sfide». Il presidente del Consiglio sa che la strada è tutta in salita, non chiude al confronto con i sindacati, ma dovrà avvenire «in tempi brevi».

L'obiettivo è arrivare al risultato in due mesi, senza escludere interventi sull'art.18: «Non è un tabù ma può essere pernicioso per lo sviluppo dell'Italia e per il lavoro dei giovani in alcuni contesti, può essere più accettabile in altri». Non è questo l'unico obiettivo del governo, che continuerà a spingere sulle liberalizzazioni. Perché, avvisa il premier «se prevarranno le resistenze corporative, i tassi di interesse ritorneranno verso l'alto». Maggiore cautela, invece, sulle privatizzazioni: «Non sono una priorità, nel passato si è stati costretti a privatizzazioni non sempre fatte nel modo migliore». Fiducioso sulla capacità dell'Italia di risanare i suoi debiti, il premier si è detto convinto che «lo spread scenderà ancora».

Nel suo primo intervento sulle reti Mediaset (prima il Tg5, poi Matrix), Monti non dimentica un apprezzamento al Cavaliere. Il suo appoggio all'esecutivo «è fondamentale. Se mi sono avvicinato alla cosa pubblica è perché nel 1994 Berlusconi mi chiese se volevo fare il commissario europeo». La sua esperienza politica, comunque, si concluderà nel 2013: «Il ricordo sarà positivo solo se l'Italia sarà migliore di oggi. Ce la faremo».

PIAZZA AFFARI POSITIVA. Nuova giornata positiva per Piazza Affari, che beneficia del clima generale di fiducia sulle prospettive dell'industria in Paesi chiave con Cina, Germania e Stati Uniti, mentre sul fronte del debito brinda al calo degli spread sotto quota 390 punti. Il Ftse Mib ha riagguantato la soglia dei 16.000 punti e terminato in forte crescita (+2,75% a 16.264).

BANCO E MPS GUIDANO VOLATA BANCHE. Banco Popolare (+10,93%) e Mps (+10,24%) guidano la volata delle banche assieme a un altro titolo particolarmente tartassato negli ultimi mesi, Bpm (+9,44%). Corre anche Mediobanca (+7,34%) mentre Unicredit termina in rialzo del 4,80%.

FIAT IN LUCE. Risultati e prospettive spingono Fiat (+5,02%) e Industrial (+3,47%). Piacciono in particolare l'utile del quarto trimestre e gli obiettivi per i profitti 2012 della prima, per la seconda l'utile lordo. Bene anche la controllante Exor (+4,42%). Al palo Enel (-0,06%), che a borsa chiusa ha comunicato di aver avviato il collocamento della sua quota in Terna (-0,36% a 2,79 euro).

FONSAI +10%: Nuovo rimbalzo a due cifre per Fonsai (+10,24%), dopo che alla vigilia il titolo ha rialzato la testa anche per gli scenari di un intervento futuro di Axa. Forti la Milano (+5,14%) e Premafin (+3,75%), Unipol +2,67%. Tra i titoli minori soffre Seat (-8,43%), che ieri ha fatto una nuova proposta ai creditori, bene Sogefi (+3,08% a 2,2 euro) dopo il 5,6% segnato alla vigilia grazie a un report di Intermonte con un prezzo obbiettivo di 3,5 euro. Ancora sospesa Benetton in attesa del Cda di Edizione sull'opa per ritirare la società dal listino.

MONTI: ADDIO A POSTO FISSO «Non è un tabù. L'articolo 18 può essere pernicioso per lo sviluppo dell'Italia». Insomma, senza riforma del lavoro gli sforzi del governo per rilanciare il paese rischiano di rimanere incompleti e questo Mario Monti vuole assolutamente evitarlo. Così il premier, prima al Tg5 e poi a Matrix, si rivolge direttamente ai cittadini per annunciare l'intenzione di mettere mano alla politica del lavoro, anche a costo di dover intervenire sulle regole di licenziamento. Sì, perchè l'articolo 18 per il premier ha determinato «un terribile apartheid nel mercato del lavoro tra chi è già dentro e chi, giovane, fa fatica ad entrare». I giovani però devono «abituarsi all'idea di non avere più il posto fisso a vita: che monotonia - afferma - È bello cambiare e accettare delle sfide». La linea dell'esecutivo è non aprire 'tout court' alla concertazione con i sindacati, che d'altronde escludono qualsiasi ipotesi di modifica dell'articolo 18. Ma va avviato un confronto «in tempi brevi». Insomma, sì al dialogo ma su tutto. L'intenzione è chiudere in una sessantina di giorni per dare una 'svoltà al paese e far ripartire la crescita.

Per Monti alcune eredità del passato, infatti, rischiano di imbrigliare l'Italia, penalizzando proprio i giovani. Per creare spazio occorre però spingere ancora sulle liberalizzazioni perchè - avvisa il premier - «se prevarranno le resistenze corporative, gli italiani devono sapere che i tassi di interesse non solo non scendono ma ritorneranno verso l'alto». Per ora però il professore si gode l'ennesimo calo dello spread registrato oggi: «Deve scendere ancora e scenderà - rassicura - È una variabile che ha polarizzato anche troppo l'attenzione» ma «ormai ha una tendenza decrescente». Il capo del governo parla direttamente agli italiani anche per illustrare l'accordo fiscale di Bruxelles. Il vincolo del debito - spiega - «certamente è severo ma non impossibile se saremo capaci di tornare a far crescere di più il Paese». Crescita alla quale sono chiamati tutti a contribuire: «L'Italia dispone di capitale pubblico - sottolinea Monti - ma dispone di grande capitale umano che non sempre è stato valorizzato». L'idea è sempre quella di aprire il mercato del lavoro e insistere sulle liberalizzazioni. Quanto alle privatizzazioni, di cui molto si è discusso in questi giorni, il capo del governo rimarca che sono solo «una possibilita»: «Il governo non ha messo come priorità le privatizzazioni - precisa - anche perchè nel passato si è stati costretti a privatizzazioni non sempre fatte nel modo migliore». Se da un lato 'avvertè le parti sociali e dall'altro chiede un cambio di passo agli italiani, Monti non dimentica però di rivolgersi anche ai suoi più stretti interlocutori: i partiti politici che lo sostengono. E non a caso spiega che per lui «nel 2013 si chiude una parentesi» rivolgendo un nuovo e deciso apprezzamento a Silvio Berlusconi e al suo aperto sostegno al governo. "Trovo che l'appoggio che di dà Berlusconi sia fondamentale. Come fondamentale il Cavaliere è stato nella vita di Monti: »Se mi sono avvicinato alla cosa pubblica - rivela - è perchè nel 1994 Berlusconi, appena nominato presidente del Consiglio, mi ha chiesto se volevo fare il commissario europeo".

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Categoria: Polizia di Stato