Sabato, 19 Maggio 2012

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Cassa integrazione. Riforma in un mese. Sarà limitata e breve ma i sindacati fanno muro

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ROMA - Parte in salita la trattativa tra governo e sindacati sulla riforma del mercato del lavoro. L'esecutivo ha presentato alle parti sociali un documento aperto in 5 punti: tipologie contrattuali, apprendistato, flessibilità, ammortizzatori sociali e servizi all'impiego. I sindacati però hanno subito puntato i piedi, non è piaciuto il metodo e soprattutto il merito, nella parte che riguarda la cassa integrazione. Il governo pensa infatti a una riforma che preveda un uso limitatissimo della Cig: solo di quella ordinaria nei casi in cui si possa rapidamente riprendere il lavoro. Tutti gli altri ammortizzatori riguarderebbero interventi dopo il licenziamento con indennità di risarcimento. «Non è fattibile superare la Cigs» ha tuonato la leader Cgil Susanna Camusso.

Dubbi ha sollevato anche la parte relativa alle tipologie contrattuali, in cui il governo sarebbe orientato a un contratto che evolve con l'età dei lavoratori, piuttosto che a contratti collettivi validi per tutte le età.

Anche Confindustria però ha mostrato dubbi sulla ridimensionamento della Cassa integrazione: «Siamo aperti a ragionare ma in questo momento - ha spiegato Emma Marcegaglia - dobbiamo fronteggiare una grave crisi e quindi, per ora, crediamo non si debba procedere a grandi cambiamenti».

Alla fine del confronto durato 4 ore, perciò, anche il governo ha preferito la cautela. Il ministro Fornero lavorerà sul documento, tenendo conto delle osservazioni delle parti sociali in vista di un nuovo incontro la prossima settimana. Lei comunque è ottimista - «Siamo partiti con il piede giusto» - ma avverte che il confronto si dovrà chiudere entro un mese.

«I tempi non possono essere lunghi» ha ribadito anche il premier Monti, che però ha assicurato che non si procederà per decreto.

Buone notizie per i conti pubblici vengono invece dalla lotta all'evasione. Nel 2011, la Guardia di Finanza ha scoperto 7.500 evasori totali che hanno nascosto allo Stato oltre 21 miliardi di euro di redditi. Complessivamente le Fiamme Gialle hanno individuato redditi non dichiarati per 50 miliardi, Iva evasa per oltre 8 miliardi e scoperto 12.676 lavoratori in nero. L'evasione più consistente, in particolare, viene dalle triangolazioni fra società collocate nei paradisi fiscali e dalle intestazioni fittizie di patrimoni.

LE LINEE GUIDA DELLA FORNERO Il ministro Elsa Fornero ha illustrato al tavolo governo-parti sociali un documento con le linee guida del Governo per la riforma del mercato del lavoro. È articolato in 5 capitoli. Lo riferiscono fonti delle parti sociali presenti all'incontro in corso a Palazzo Chigi. I cinque capitoli sulle politiche per il lavoro - riferiscono le stesse fonti - sono: tipologie contrattuali; formazione e apprendistato; flessibilità; ammortizzatori sociali; servizi per il lavoro.

La riforma del mercato del lavoro, ha detto la Fornero, si farà insieme alle parti sociali ma in tempi stretti, in tre, quattro settimane avvalendosi del coordinamento del Governo. «La riforma degli ammortizzatori sociali è un capitolo importantissimo ma dobbiamo fare i conti con lo stato dei conti e le poche risorse che abbiamo».

MONTI: TEMPI NON SARANNO LUNGHI Il premier Mario Monti rassicura le parti sociali che non si procederà per decreto sulla riforma del mercato del lavoro ma avverte che «i tempi non possono essere lunghi». «Servono buone soluzioni strutturali per il mercato del lavoro. Spero che si riesca a non ridurre il messaggio che mandiamo sulla riforma del mercato del lavoro solo all' articolo 18». Lo ha detto - secondo fonti presenti all'incontro - il presidente del Consiglio Mario Monti aprendo l'incontro Governo e parti sociali. «Voi forze produttive avete il mondo dove competere, noi come Governo agiamo in Italia e abbiamo un lavoro non facilissimo da condurre in Europa. Spero che il maggiore spazio che stiamo creando per le forze produttive del Paese vi aiuti a far sì che quello che verrà fuori dal vostro tavolo serva a migliorare la situazione delle imprese e dei lavoratori, ma anche a migliorare la situazione dell'Italia nell'Ue».

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