Il ministro non termina la frase che si riferiva al blocco della perequazione delle pensioni al caro-vita. In soccorso del ministro Fornero interviene lo stesso premier Mario Monti che, togliendola dall'imbarazzo, prende la parola per proseguire l'illustrazione delle misure previdenziali previste dalla manovra. «Credo che stesse per dire: sacrifici», dice Monti. Poi con disinvoltura e padronanza il premier spiega il meccanismo della deindicizzazione che sarà un pò meno pesante di quanto il governo aveva previsto inizialmente. «Grazie ai proventi che derivano dal bollo e dallo scudo fiscale - spiega Monti - possiamo dare non metà copertura dall'inflazione, come pensavamo, ma piena copertura anche per le pensioni tra quella minima, 480 euro, e la doppia della minima». Ma poi rivolto alla Fornero, Monti, anche per sdrammatizzare, scherza: «Commuoviti ma correggimi». Il ministro Fornero si riprende e chiede anche «scusa» per quel momento di debolezza. Difficile pensare che il vice presidente del consiglio di sorveglianza di IntesaSanPaolo, di fatto la «numero due» del banchiere Bazoli, abbia un attimo di commozione. Ma, da sempre esperta di pensioni, il ministro tecnico ha così dimostrato che, anche quando come economista ha elaborato le sue teorie in materia previdenziale, non ha mai dimenticato che dietro numeri e tabelle ci sono anziani che hanno lavorato per tutta la vita e giovani che devono entrare nel mondo del lavoro.
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