Sabato, 19 Maggio 2012

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Grecia. Varati i nuovi tagli: guerriglia ad Atene ed edifici in fiamme

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ROMA - La Grecia approva il nuovo, durissimo piano di sacrifici, e in piazza esplode la guerriglia. Il sì alla manovra anticrisi da parte del Parlamento è arrivato in serata, dopo una lunga giornata di guerriglia. Alla rabbia di migliaia di cittadini, inferociti contro le forze politiche, si è unita la violenza dei black bloc. E la folla ha assediato il Parlamento in piazza Syntagma, facendo esplodere bombe carta e molotov. La polizia, schierata a difesa del Parlamento con maschere antigas e in assetto antisommossa, ha reagito con cariche e lancio di lacrimogeni. Ma la protesta popolare ha messo a ferro e fuoco tutto il centro di Atene: in fiamme negozi, banche e anche un cinema. Almeno sessanta i feriti, alcuni dei quali sono stati trasportati in ospedale.

La protesta ha infiammato anche Salonicco, seconda città del paese, dove sono scese in piazza oltre ventimila persone. Tra le misure che hanno provocato sdegno e rabbia tra gli ateniesi ci sono una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation, una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio delle pensioni. Ma per il governo greco l'approvazione del pacchetto di misure concordate con la Unione europea era rimasta l'ultima chance per ottenere gli aiuti da 130 miliardi di euro. «La scelta non è tra i sacrifici e non fare sacrifici, ma tra i sacrifici e qualcosa di inimmaginabile» dice il ministro delle finanze, Evangelos Venizelos. Ma inimmaginabile è anche lo scenario che attende la Grecia nelle prossime settimane.

I PUNTI DEL PIANO PER SALVARE LA GRECIA. Il destino della Grecia appeso a un piano di drastiche riforme e durissimi sacrifici per la popolazione. Nel progetto di austerity è prevista una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation e una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio nelle pensioni. Drastiche le economia di spesa in settori come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali. Saranno venduti gioielli di famiglia, come le quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria. In cambio, il progetto di accordo tra la Grecia e i suoi creditori internazionali prevede il via libera al nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro. Ecco di seguito alcune delle misure previste dal piano imposto da Ue e Fmi al governo greco.

IL PRESTITO. La Grecia potrà prendere in prestito fino ad un massimo di 35 miliardi dal fondo temporaneo salva-Stati per finanziare il possibile buyback dei bond offerti nell'eurozona con bond dell'Efsf. Il premier Papademos si è rivolto con toni drammatici alla nazione, spiegando che, senza prestito, sarà la catastrofe.

LE PRIVATIZZAZIONI. Entro la fine del 2012 Atene dovrebbe raccogliere 4,5 miliardi da operazioni di cessione, compresi i circa 1,5 miliardi già raccolti fino ad oggi. Entro la fine del 2015 l'obiettivo è di racimolare 15 miliardi di euro. Secondo un altro documento l'obiettivo è di raccogliere dalle privatizzazioni 50 miliardi di euro nel «medio termine».

SANITÀ E DIFESA. Previsti 1,1 miliardi di tagli nei costi farmaceutici, l'abolizione delle regole restrittive sulle guide turistiche, l'apertura del mercato energetico agli investimenti stranieri. Non solo: tagli alla difesa per 300 milioni di euro, diminuzione delle spese elettorali di 270 milioni, riduzione degli investimenti pubblici per 400 milioni.

IL BILANCIO. Il nuovo programma concordato insieme alla Unione europea prevede che Atene registri quest'anno un leggero deficit di bilancio e un surplus primario di 3,6 miliardi di euro nel 2013. In un primo tempo era stato invece previsto il raggiungimento del surplus primario già nel corso di questo anno.

LE BANCHE. Le banche greche, che devono far fronte a perdite per circa 17 miliardi di euro per il piano di svalutazione del debito, dovranno raggiungere un core Tier 1 del 9% entro il terzo trimestre del 2012 e del 10% entro il secondo trimestre del 2013. Le banche a corto di capitale potranno chiedere un aiuto allo Stato per ricapitalizzare, in cambio di titoli.

GLI STIPENDI. Il piano prevede il taglio del 22% sugli stipendi minimi. Una stangata che porterebbe il salario da 751,4 a 586,1 euro. Il sussidio di disoccupazione viene invece portato a soli 360 euro mensili, i giovani sotto i venticinque anni di età, dovranno subire un' ulteriore taglio del 10%, con stipendio minimo a 528,5 euro.

LE SOCIETÀ STATALI. Il governo greco punterebbe anche a vendere le proprie quote possedute in sei società con l'obiettivo di incassare 50 miliardi di euro. Sarebbero la Hellenic Petroleum, Athens Water & Sewage, Thessaloniki Water & Sewage; le due società del gas Depa e Desfa e la società autostradale Egnatia Odos (nel secondo semestre dell'anno).

LE OBBLIGAZIONI. Il piano europeo prevede anche che la Grecia emetterà circa 70 miliardi di euro di nuove obbligazioni da offrire agli obbligazionisti in cambio dei loro vecchi titoli, che subiranno una riduzione del valore del 50%. Altri 30 miliardi di euro saranno forniti in forma di bond emessi dall'Efsf e saranno offerti ai creditori privati.

L'ESPLOSIONE DELLA VIOLENZA. La violenza è esplosa quando una colonna di incappucciati attrezzati con passamontagna e maschere antigas che issavano le bandiere rosse e nere degli anarchici è arrivata lungo la centralissima via Stadiou già gremita di 100mila manifestanti e ha puntato diretta al cordone di polizia tra gli applausi della folla. È scoppiato l'inferno, violentissimo, nel giro di pochi istanti. Ordigni artigianali fatti con bombolette di gas e molotov sono volati contro gli agenti, mentre la polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni. La piazza è stata scossa da boati uditi anche all'interno del Parlamento, dove ad un certo punto è penetrato anche l'odore acre dei gas. La folla si è in gran parte spostata dalla piazza, dove in serata è però tornata (nel bel mezzo degli scontri è stata anche notata la presenza del compositore ed attivista politico Mikis Theodorakis, 88 anni), mentre gli scontri si frammentavano. Battaglie corpo a corpo nella via dello shopping Ermou, fuochi in terra ovunque, scontri nella parte di Syntagma più lontana dal parlamento, fermate dei bus date alle fiamme in via Panepistimiou, così come la sede di una banca, due cinema e una serie di negozi nei pressi dell'università, con il fuoco che ha avvolto anche i primi piani dei palazzi che li ospitavano. Sei manifestanti feriti, secondo l'ultimo bilancio ufficiale, e un numero imprecisato di agenti contusi, mentre le sirene delle ambulanze ululavano tra le strade e colonne di fumo nero si alzavano nel cielo. Dentro al Parlamento, il dibattito si è surriscaldato prima del voto.

IL PIANO DI TAGLI. Le forze politiche che sostengono il premier, ovvero i maggiori partiti, il conservatore Nea Dimokratia e il socialista Pasok, avevano chiesto un voto favorevole alle misure, che prevedono alcuni punti cruciali per ottenere la tranche di aiuti da 130 miliardi di euro: tagli di 15.000 addetti nel settore pubblico, liberalizzazioni delle leggi sul lavoro e taglio dello stipendio minimo da 751 a 600 euro al mese, mandato per il negoziato con le banche per il taglio del debito. Senza quei 130 miliardi, la Grecia non potrà pagare il prossimo 20 marzo gli interessi sul debito, che ammontano a 14,5 miliardi. Ieri il premier Lucas Papademos aveva avvertito che senza il pacchetto di austerità per la Grecia sarà la «catastrofe». E oggi è stato il suo ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, a evocare il baratro spiegando che «la scelta non è tra i sacrifici e non fare sacrifici, ma tra i sacrifici e qualcosa di inimmaginabile». Dalla Germania intanto, da mesi in Grecia il paese più odiato e messo all'indice dalla piazza come 'responsabilè della linea dura contro Atene, sono arrivate le parole del titolare delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble: «La Grecia verrà salvata in un modo o nell'altro, ma deve fare i propri compiti per diventare competitiva». Secondo Schaeuble, Atene «rimarrebbe in Europa» anche se lasciasse l'euro. Ma se i governi dell'Eurozona vogliono evitare l'uscita della Grecia e sono pronti ad aiutarla, «altri non dovrebbero dare l'idea che non vogliono fare alcuno sforzo», ha aggiunto.

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