Sabato, 19 Maggio 2012

banner5mille
PUNTODASCOLTO600x80
youtsito

Siria. Ultimatum USA dopo i 1000 morti di ieri. L'UE prepara evacuazione

  • PDF
scontri_siria1
ROMA - La nuova escalation di violenze in Siria fa perdere la pazienza a Washington. Per la prima volta, gli Stati Uniti ammettono che stanno esaminando l'ipotesi di un intervento militare ai danni del regime di Assad. Lo riferisce la Cnn citando fonti del Pentagono anche se il presidente Obama sembra deciso per ora ad aumentare il pressing diplomatico su Damasco pur «senza escludere nulla».

Ma la situazione in Siria si fa più drammatica di giorno in giorno. È salito a 61 morti - secondo gli attivisti - il bilancio provvisorio della mattanza in corso in alcune località e soprattutto a Homs, dove il taglio dell'energia elettrica avrebbe provocato la morte di 18 neonati tenuti nelle incubatrici. E sempre a Homs è esplosa un'autobomba provocando «morti e feriti tra i civili e le forze di sicurezza», secondo l'agenzia ufficiale Sana, che attribuisce l'attentato a «un gruppo terrorista».

«Da tre giorni siamo sotto i mortai e i proiettili dell'esercito di Assad e non c'è modo di fuggire o trovare rifugio. Siamo in trappola», racconta Shadi Juri, abitante di Bab Amro, martoriato quartiere della città.

E mentre tre team di emergenza stanno per essere inviati dalla Ue a Beirut, Amman e «possibilmente» Damasco per «coordinare l'evacuazione delle migliaia di cittadini europei» dal paese, attorno ad Assad è sempre più terra bruciata. Anche il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha sottolineato al presidente russo Dmitri Medvedev che l'amministrazione siriana ha del tutto perso credibilità e legittimità. Ma la Russia resta l'ultimo baluardo a difesa del regime di Damasco. E Medvedev insiste sulla necessità di ricercare una soluzione diplomatica, anche presso il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, dove si è già consumato lo strappo con gli Usa e l'Unione europea.

TANTE GUERRE IN UNA SOLA. In Siria, e intorno alla Siria, si stanno combattendo più guerre insieme, sparando proiettili e parole di ogni calibro; e saranno probabilmente le parole a spianare la strada a una guerra civile che farà impallidire la guerra civile in Libia. La più recente bordata è il macabro conteggio dell'Unicef, l'agenzia Onu per l'assistenza all'infanzia, che ha annunciato che tra il marzo 2011 e il gennaio 2012 sarebbero morti nel paese 400 bambini. Aggiungendo orrore ad orrore, il direttore esecutivo dell'Unicef, Anthony Lake, ha dichiarato che pur non disponendo di fonti di prima mano ritiene credibili le notizie riferite da «media locali» secondo cui gli uomini del regime avrebbero incarcerato, torturato e violentato centinaia di bambini innocenti.

Anthony Lake è un ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Presidente Clinton, che lo avrebbe voluto anche a capo della CIA; quindi sa quello che fa quando sceglie di scioccare il mondo proprio il giorno dopo il veto di Russia e Cina contro nuove sanzioni e in concomitanza con l'arrivo a Damasco del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov per incontri con esponenti moderati dell'opposizione e colloqui col presidente Assad, da cui ha ottenuto l'impegno a fermare ogni violenza – una posizione morbida già anticipata dalla moglie, Asma, in una lettera al Times: «Sto con mio marito, ma lavoro per la pace». La Russia, certo, difende i suoi interessi: una base navale nel Mediterraneo e ricche forniture militari; ma dall'altra parte forse è tempo che i governi europei spieghino all'opinione pubblica in nome in quale interesse coprano, oggettivamente, le azioni destabilizzanti messe in atto in Siria dai re e dagli emiri sunniti del Golfo. Arabia Saudita e Qatar magari non batterebbero ciglio di fronte a un bagno di sangue prossimo venturo, perché tanto a farne le spese saranno le minoranze sciite e cristiane. Ma gli occidentali? Quand'è che hanno cominciato a fare più affidamento ai titoli a caratteri cubitali che alle armi della diplomazia?

L'ITALIA RICHIAMA L'AMBASCIATORE Il Ministro degli Esteri Giulio Terzi ha disposto il richiamo a Roma per consultazioni dell'ambasciatore italiano a Damasco Achille Amerio. L'Ambasciata italiana a Damasco - informa la Franesina - resterà aperta e operativa per garantire l'assistenza ai connazionali presenti nel paese e continuare a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della gravissima crisi in atto nel paese.

La decisione di questa mattina fa seguito ai passi effettuati nelle ultime ore dal Governo italiano. Ieri il segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo aveva espresso all' ambasciatore siriano a Roma Khaddour Hasan la più ferma condanna e lo sdegno del governo italiano per le inaccettabili violenze perpetrate dal regime di Damasco nei confronti della popolazione civile.

UE NON RITIRA DELEGAZIONI L'Unione europea non ritirerà le proprie delegazioni diplomatiche dalla Siria. Lo ha riferito un portavoce dell'alto rappresentante Ue Catherine Ashton. «È importante avere persone sul terreno, considerando che in Siria non possiamo contare su libertà di stampa», ha detto. Il ritiro degli ambasciatori europei da Damasco «è una questione per gli Stati membri», ha detto Michael Mann. «Il servizio diplomatico europeo (Eaes) non ha alcun piano per ritirare le proprie delegazioni». La Ue intende continuare a lavorare duramente per rafforzare la pressione internazionale e costringere il presidente Assad a dimettersi e consentire una transizione pacifica. «La Ue è pronta ad indurire le proprie sanzioni contro il regime di Damasco».

LAVROV A DAMASCO Il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, Š arrivato a Damasco. Lo riferisce la tv siriana al Duniya, vicina al regime siriano, con una scritta in sovrimpressione, senza fornire ulteriori dettagli. Lavrov, rende noto il ministero degli esteri russo tramite il suo twitter, è accompagnato dal capo dello spionaggio estero, Mikhail Fradkov. I due a Damasco devono incontrare il presidente siriano Bashar El Assad e consegnarli un messaggio del Cremlino.

GOVERNO: "SONO TERRORISTI" In Siria il ministero dell'interno ha comunicato che vanno avanti le «operazioni» contro i «gruppi terroristici» nella città ribelle di Homs, assediata in questi giorni dalle forze armate e bersaglio di intensi bombardamenti. «Il ministro dell'interno - dice una nota, riportata dall'agenzia ufficiale Sana - assicura che le operazioni di contrasto ai gruppi terroristici proseguiranno fino a quando la sicurezza e l'ordine non saranno ristabiliti in tutti i quartieri della città di Homs e della sua provincia e fino a quando tutte le persone armate che terrorizzano i cittadini e mettono le loro vite in pericolo non saranno sconfitte». Stamani a Homs intorno alle 06:00 sono ripresi i cannoneggiamenti su Homs, concentrati, dicono attivisti d'opposizione, sul quartiere di Bab Amro. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, solo ieri le vittime civili a Homs e provincia ammontano a 98. Altre 13 persone, dice l'Osservatorio, sono state uccise nella provincia di Idleb e altre 15 fra quelle di Damsasco e di Aleppo.

IERI 95 CIVILI UCCISI Nei bombardamenti dell' esercito siriano sulla città ribelle di Homs nella giornata di ieri sono stati uccisi almeno 95 civili, secondo quanto affermano testimoni residenti e attivisti dell'opposizione. Stamani il bombardamento è ripreso intorno alle 06:00. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, i morti di ieri sono addirittura 98 fra la città di Homs (almeno 69 vittime) e alcune località della provincia, come Rastan, Qusseir e Hula. «Il cannoneggiamento è concentrato su (il quartiere di) Bab Amro», racconta un attivista d'opposizione raggiunto da Reuters con telefono satellitare. «Non c'è elettricit... e tutte le comunicazioni con il quartiere (di Bab Amro) sono state tagliate».

Sondaggi - devi essere registrato per votare

#
Tema
Categoria
Voti
1
Diritto di sciopero anche per la Polizia di Stato Polizia di Stato 90
2
Il nuovo sito Il sito 70
Diritto di sciopero anche per la Polizia di Stato
Garantita, in ogni caso, la sicurezza del cittadino: sei favorevole all’esercizio del diritto di sciopero anche da parte dei lavoratori della Polizia di Stato?
 
 
 
 
Totale voti: 90
Categoria: Polizia di Stato