Sabato, 19 Maggio 2012

banner5mille
PUNTODASCOLTO600x80
youtsito

Estero

Grecia. Code in banca per prelevare i risparmi: "Ritirati 1,2 miliardi di euro"

  • PDF
grecia_bancheROMA - L'allarme non è scattato, «ma c'è il timore che la paura possa trasformarsi in panico», si legge nelle minute dell'incontro di ieri tra il presidente Papoulias e i leader politici. La paura è quella di uscire dall'eurozona, che negli ultimi giorni ha spinto i greci a ritirare dalle banche un miliardo di risparmi. Come avvenne 11 anni fa in Argentina, poi travolta dalla crisi dell'inizio dello scorso millennio.

In sociologia si chiama «profezia che si autoadempie». E' una previsione che si realizza per il solo fatto di essere stata espressa. Se ad esempio si diffonde la voce che una banca è insolvente, i correntisti correranno a ritirare i loro soldi, la banca diventerà davvero insolvente e fallirà. E' l'incubo che in queste ore sta vivendo la Grecia. A fallire in questo caso potrebbe essere l'intero Paese. Per ora l'assalto alle banche non c'è stato, ma molti greci agli sportelli ci sono andati, hanno preso i loro risparmi e sono usciti, per timore che un eventuale passaggio euro-dracma possa abbatterne il valore: secondo dati ufficiali, negli ultimi 3 giorni sono stati 800 i milioni ritirati dai conti correnti. La cifra sale oltre quota 1,2 miliardi secondo fonti citate dal Financial Times, su un totale depositi che ammonta a 165 miliardi. Numeri che fanno dire ai banchieri che non ci saranno problemi di liquidità.

Quella che fino a pochi mesi fa era un tabù, la fuoriuscita del Paese dalla moneta unica, ora è diventata uno scenario possibile. «La nostra preferenza è che la Grecia rimanga nell'eurozona», ha detto il governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi. «Credo che l'euro possa reggere anche senza Atene», gli ha fatto eco il ministro dello Sviluppo italiano, Corrado passera. Nelle stesse ore il rendimento dei titoli decennali greci sfondava per la prima volta la soglia del 30% e il tasso sul decennale ellenico schizzava al 30,23%, con lo spread Atene-Berlino a 2.878 punti base.

Il presidente della Commissione Ue, Barroso, riporta la lente d'ingrandimento sulla situazione politica ad Atene: il prossimo voto, fissato per il 17 giugno, «avrà un significato storico». Alle urne lo scontro sarà tra due fronti: il centrodestra, favorevole alla permanenza nell'euro, e una sinistra dalle posizioni più incerte. Nel mezzo, i socialisti di quel Pasok sconfitto il 6 maggio. Ma il panorama potrebbe variare ancora. La Coalizione delle Sinistre, dice un sondaggio di martedì, potrebbe ottenere anche il 32% delle preferenze, che in Parlamento si tradurrebbero in circa 146 seggi (151 su 300 sono necessari per formare il governo).

Nel pomeriggio, intanto, Papoulias ha dato l'incarico ufficiale a Pikramenos - 67 anni, di Patrasso - che ha subito cominciato a redigere la lista dei ministri del governo di transizione che gestirà l'ordinaria amministrazione sino al voto.

SMENTITE. I banchieri, da parte loro, minimizzano affermando che non c'è stato sinora alcun assalto alle banche e che non ci sarà. Come non ci saranno problemi di liquidità perchè, spiegano sempre i responsabili degli istituti finanziari, nei conti di aziende e privati cittadini nelle banche greche sono depositati oltre 165 miliardi di euro. Dal canto suo, il presidente della Bce Mario Draghi, alla domanda se l'uscita della Grecia dall'euro lo preoccupa, ha tagliato corto con un «no comment», insistendo sul fatto che la Bce vuole fortemente che la Grecia resti nell'euro, anche se non spetta a Francoforte decidere. Quasi nelle stesse ore, però, il rendimento dei titoli decennali greci ha sfondato per la prima volta la soglia del 30% ed il tasso sul decennale ellenico è schizzato al 30,23% con lo spread Atene-Berlino a 2.878 punti base.

REAZIONI. Preoccupato è apparso invece il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, il quale - commentando la notizia delle nuove elezioni - ha detto che ora spetta ai greci prendere «consapevolmente le loro decisioni», ma è bene che sappiano che il loro prossimo voto «avrà un significato storico». La Commissione vuole che la Grecia resti nell'euro - ha aggiunto - ma, ha avvertito, «non c'è un'alternativa meno dolorosa al programma di risanamento concordato con l'Ue» e che rispetto a questo «non è possibile alcun passo indietro». La Grecia, comunque, va verso queste nuove elezioni in un clima di grande polarizzazione e pieno di incognite. Dalle prime dichiarazioni dei leader politici si capisce che alle urne lo scontro sar... fra due fronti: quello di centro-destra, nettamente a favore della permanenza della Grecia nell'Ue e nell'eurozona, e quello di sinistra, con posizioni non molto chiare che rischiano di mettere in forse il futuro europeo del Paese. Nel bel mezzo della mischia, incapace di reagire, si troverà il socialista Pasok, il grande sconfitto al voto del 6 maggio.

CAMBIAMENTI. Inoltre, a causa della forte polarizzazione della campagna elettorale, il panorama politico del Paese potrebbe subire di nuovo altri radicali cambiamenti. La Coalizione delle Sinistre (Syriza, radicale, di Alexis Tsipras), in base ad un sondaggio di ieri, potrebbe ottenere anche il 32% delle preferenze che in Parlamento si tradurrebbero in circa 146 seggi (151 su 300 è la maggioranza necessaria per formare il governo). Per questo oggi Antonis Samaras, leader di Nea Dimocratia (ND, centro-destra) ha incontrato Dora Bakoyannis (leader della minuscola Alleanza Democratica), da lui stesso espulsa da ND due anni fa, nel tentativo di riassorbirla con altri transfughi nel partito o quanto meno di fare fronte comune contro Syriza. Stamani, durante la riunione con i leader dei partiti per concordare il nome del nuovo premier, Papoulias aveva proposto (appoggiato da ND e Pasok) di estendere il mandato di Lucas Papademos fino al voto, ma si Š scontrato con l'opposizione di Tsipras.

INCARICO. Nel pomeriggio il capo dello Stato ha dato l'incarico ufficiale a Pikramenos - 67 anni, di Patrasso - il quale ha subito cominciato a redigere la lista dei ministri del governo di transizione che gestirà l'ordinaria amministrazione sino al giorno del voto. Tra i primi nomi diffusi ci sono quelli di Petros Moliviatis, ex diplomatico e collaboratore del premier Costas Karamanlis, che va agli Esteri; Christos Geraris, ex presidente del Consiglio di Stato e predecessore di Pikramenos, che va alla Giustizia, e Frangkos Frangkoulis, ex capo di Stato Maggiore che va alla Difesa. Stasera il neo premier ha giurato nel corso di una cerimonia al palazzo presidenziale alla quale ha preso parte, come vuole la tradizione, anche l'arcivescovo di Atene e tutta la Grecia, Ieronimos. Domattina sarà invece la volta dei nuovi ministri e un'ora dopo si svolgerà in Parlamento la cerimonia del giuramento dei deputati risultati eletti lo scorso 6 maggio. L'Assemblea sarà quindi disciolta ed avrà di nuovo inizio la campagna elettorale.

Merkel-Hollande. Primo vertice: "Puntare sulla crescita, Atene resti nell'Euro"

  • PDF
vertice.jpg_415368877BERLINO - Le «divergenze esistono» ma anche i «punti di accordo», il tema della crescita sarà «nel cuore» del prossimo Consiglio europeo, Francia e Germania hanno «il dovere di continuare a lavorare insieme per l'Europa», la Grecia «deve restare nell'euro»: al loro primo, attesissimo, incontro, la cancelliera Angela Merkel e il presidente appena insediato a Parigi, Francois Hollande, hanno «fatto conoscenza», mostrando assoluta armonia sul destino di Atene e sulla necessità di tornare a crescere, un pò meno sul come farlo. Per mesi la cancelliera non aveva voluto ricevere il candidato socialista, avversario del suo preferito per l'Eliseo, Nicolas Sarkozy.

Oggi, al primo giorno di insediamento, nonostante la grandine e un fulmine che ha colto l'aereo in volo tra Parigi e Berlino (per la Merkel «un buon segno»), il nuovo capo dello Stato francese si è presentato alla Cancelleria di Berlino con il suo bagaglio di richieste, rivendicazioni e proposte per un'Europa che esca dalla crisi non soltanto imponendo sacrifici e rigore ma ricercando il rilancio dell'economia e la crescita. «Non ho nessun dubbio che esistano punti di accordo» sulla crescita fra di noi, ha detto la Merkel, mentre Hollande ha sottolineato che la crescita «non deve essere soltanto una parola» e che il 23 maggio, al Consiglio europeo informale, e poi a quello vero di un mese dopo, «sul tavolo deve esserci tutto, anche gli eurobond».

Per il nuovo capo dell'Eliseo, «l'Europa deve assumere le proprie responsabilità sulla crescita» e sul Fiscal compact non è arretrato di un passo rispetto ai proclami fatti durante la campagna elettorale: «Avevo detto che bisogna aggiungere la dimensione della crescita», senza la quale «non si esce dalla crisi». «Vediamo quali sono le formule giuridiche e le proposte per farlo», ha aggiunto.

Nelle ore più difficili per Atene, e mentre il capo del Fmi Christine Lagarde agitava lo spettro di un ritorno alla dracma, la Merkel e Hollande hanno dato ampio spazio alle rassicurazioni ai greci: per entrambi, il Paese non soltanto «deve restare nella zona euro» ma l'Ue deve «studiare misure per la crescita greca». Al contempo, anche Hollande ha ribadito, facendo eco alla cancelliera, che «le misure del memorandum devono essere rispettate». La giornata infinita di Hollande, cominciata all'Eliseo con il passaggio di consegne con Sarkozy, proseguito con cerimonie sotto la grandine e la nomina del primo ministro Jean-Marc Ayrault, è giunta al suo culmine con un'ora di ritardo causa fulmine sull'aereo.

Quando è comparso nel cortile della cancelleria, ha cominciato a piovere anche a Berlino. La Merkel gli è andata incontro e i due hanno ascoltato gli inni nazionali prima di passare in rassegna il picchetto d'onore. Lì un mezzo passo falso di Hollande che tagliava la strada alla cancelliera ha scaldato l'atmosfera e squarciato il velo del formalismo. Al termine di un'ora di incontro, è cominciata una conferenza stampa dai toni concilianti ma fermi, nessuno ha fatto marcia indietro, nè la Merkel nè Hollande hanno dissimulato le difficoltà: «Volevo conoscere il nuovo presidente», ha esordito la Merkel. «Non l'avevo mai incontrata ma la sua fama aveva varcato le frontiere», ha risposto sorridendo Hollande.

Quando un giornalista ha chiesto in che lingua avessero parlato, la cancelliera ha risposto che «in assenza degli interpreti, abbiamo anche scambiato qualche parola in inglese». Il presidente ha sottolineato che si è parlata la lingua «universale della comunanza di interessi, della rispettiva intelligenza, della volontà di trovare una soluzione».

Sorrisi, assensi e una dichiarazione finale di volontà di «andare avanti» per il «bene dell'Unione», pur tra le evidenti differenze: questo il senso di una serata che per Angela Merkel ha permesso ai due leader di «cominciare a fare conoscenza».

Grecia. Si gioca l'ultima carta: governo tecnico e per Merkel possono restare nell'euro

  • PDF
il_leader_pasok_evangelos_venizelosATENE - "Adesso puntiamo a fare un governo di tecnocrati". Parola del leader del Pasok, Evangelos Venizelos. Mentre a Bruxelles l'uscita del Paese ellenico dalla moneta unica diventata sempre più un'ipotesi concreta su cui riflettere, ad Atene i partiti tentano disperatamente di trovare un'intesa per un governo di coalizione dopo un voto che ha premiato gli estremisti antieuropei.

Domani il capo dello Stato Karolos Papoulias presiederà una riunione con i leader di tutti i partiti eletti in Parlamento - ad eccezione di Alba Dorata (estrema destra) - per prendere in esame appunto l'ipotesi di formare un governo di personalità non politiche.

Le Borse sprofondano. Pagano la crescente incertezza sul futuro della moneta unica e dell'Unione europea. "La Grecia non può uscire dall'Eurozona ma può abbandonare l'Unione Europea e quindi la moneta unica, i trattati lo prevedono", dicono i tecnici a Bruxelles. Dal canto suo la cancelliera tedesca Agela Merkel, uscita con le ossa rotte dalle elezioni in Nord Reno-Vestfalia, continua a ripeter alla Grecia che "è meglio restare nell'Eurozona". Eppure tra i Paesi dell'Eurotower la tensione è massima. Non ci sono nuove indicazioni sulla linea da tenere sulla Grecia: ufficialmente prevale l'idea che non c'è nulla su cui trattare e che spetta ad Atene trovare la soluzione politica che garantisca il rispetto di quanto concordato per ottenere il prestito. Ma tra i governi ci sono differenze di valutazioni sui rischi per l'Eurozona se la Grecia dovesse tornare alla dracma. Il braccio di ferro con Atene continua, ma con il passare delle ore aumentano le probabilità di imboccare una strada senza ritorno.

Dopo il pranzo "straordinario" a cui si sono ritrovati i big del Vecchio Continente (da Van Rompuy a Barroso, da Draghi a Funcker), non è filtrato nulla. La riunione dei ministri finanziari dell'unione monetaria, che avrebbero dovuto discutere principalmente delle strategie per la crescita sulla base delle nuove stime della Commissione europea, ha dovuto virare su Atene. Più che per dare garanzie che ormai non può dare, il ministro delle Finanze greche Filippos Sachinids sta cercando di capire se ci sono spazi di manovra per facilitare la discussione tra i partiti che potrebbero dar vita a una maggioranza. Allo stato delle cose, però, la situazione è bloccata.

Germania. Crolla la CDU della Merkel: socialdemocratici al 39%

  • PDF
merkelROMA - Una sconfitta superiore anche alle attese più pessimiste. Le elezioni nel Nord Reno Westfalia - il Land più popoloso fra i 16 della Repubblica federale tedesca - certificano per il partito di Angela Merkel, il risultato peggiore di sempre: i Cristiani democratici si fermano al 26%, perdendo 8 punti. Trionfano i socialdemocratici (39%) e sorprende ancora il risultato dei «pirati», che hanno raggiunto il 7,6%.

Una vittoria tutta al femminile, con la conferma della governatrice della Spd, Hannelore Kraft che qualcuno vede sempre più accreditata a sfidare Angela Merkel alle elezioni federali per la Cancelleria del settembre 2013. Una donna guida anche i Verdi che governeranno nella coalizione con la Spd, forti di un risultato che gli assegna il 12%. Frau Kraft – spesso accusata dalla Cdu di spendere troppo - ha avvertito il governo centrale: una maggioranza rosso-verde a Duesseldorf è «un forte segnale lanciato a Berlino».

Immediate, dopo il pessimo risultato, sono state le dimissioni del leader della Cdu nel Nord Reno Westfalia, Norbert Roettgen. Così indebolita si presenterà, domani, la Cancelliera tedesca all'incontro col neo presidente francese Hollande che da tempo chiede di ammorbidire la politica del rigore voluta dalla Germania e di adottare misure per la crescita e l'occupazione. Dure le parole pronunciate nei confronti della Merkel dal portavoce del partito socialista francese, Benoit Hamon, che ha avvertito: «La Cancelliera tedesca non può decidere da sola le sorti dell'Europa».

E' uno scenario sempre più complicato quello che attende i ministri delle Finanze dell'Eurogruppo, da oggi riuniti a Bruxelles. La situazione della Grecia, sempre più vicina all'uscita dall'euro, e quella della Spagna, alle prese con un rapporto deficit-Pil che non accenna a diminuire, preoccupano l'Europa. Al tavolo non potranno non pesare i nuovi scenari politici delineati in Francia e in Germania e si comincerà a discutere sulla possibilità di allentare un poco le rigide regole del Patto di stabilità per guardare alla crescita.

PEGGIOR RISULTATO DELLA CDU NEL DOPOGUERRA La Cdu di Angela Merkel segna oggi il peggior risultato dal dopo-guerra nel Land dell'ovest del Nordreno Vestfalia. Secondo gli exit-poll il partito guidato dal candidato Norbert Roettgen ha ottenuto infatti solo il 26%.

Alle precedenti elezioni del 2010, la Cdu ottenne il 34,6% con un lieve vantaggio sulla Spd che ebbe invece il 34,5% dei voti. I Verdi ottennero il 12,1%, l'Fdp il 6,7%, la Linke il 5,6% e i Pirati l'1,6%. Esito della tornata elettorale di due anni fa fu un governo di minoranza rosso-verde, quello uscente guidato da Hannelore Kraft, caduto nei mesi scorsi sul bilancio.

KRAFT (SPD): "SERATA MERAVIGLIOSA" «Che serata meravigliosa!». Hannelore Kraft, candidata della Spd e vincitrice delle elezioni in Nord Reno-Westfalia. «Che sensazione meravigliosa tornare in testa dopo 12 anni», ha detto ringraziando gli elettori al seggio di Duesseldorf.

Obama. La cena a casa di George Clooney: parata di star. e tutti lo amano

  • PDF
obama-clooney-sizedLOS ANGELES - «Tutti amano George. Io piaccio, lui è amato, adorato». Il presidente americano Barack Obama, abito scuro e camicia bianca delle grandi occasioni, scherza con con Hollywood e incassa applausi per l'outing sui matrimoni gay. E proprio sulle nozze fra persone dello stesso sesso torna il presidente, di fronte a una platea di 150 invitati radunati a casa di George Clooney: nelle ultime ore «abbiamo fatto notizia» dice riferendosi all'appoggio ai matrimoni gay, annunciato nel corso di un'intervista televisiva.

«Ritengo che sia un'estensione logica di quello che si suppone siano gli Stati Uniti. Siamo o non siamo il paese che include tutti, che offre una possibilità a tutti e che tratta tutti in modo giusto? E non è questo che ci rende forti? Ritengo di sì. E ritengo che questo sia in gioco nelle prossime elezioni», afferma Obama.

Fioccano gli applausi sotto il tendone allestito per ospitare i 14 tavoli tondi da 10 posti ciascuno per gli ospiti, mentre l'area limitrofa all'abitazione di Clooney è blindata e presidiata da vicini e fan che attendono lo 'Starmageddon', la sfilata delle star. Alla cena di raccolta fondi organizzata da Clooney nella sua abitazione a Studio City ci sono 150 star, da Barbra Streisand a Billy Cristal, da Salma Hayek a Robert Downey Junior.

Nella lista degli invitati anche quattro comuni americani, ovvero Beth Topinka e Karen Blutcher accompagnate dai rispettivi mariti. Topinka e Blutcher sono le due fortunate vincitrici della lotteria indetta dalla campagna di Obama per l'evento: versando solo 3 dollari si poteva partecipare all'estrazione di due biglietti per la serata (il cui costo a persona era di 40.000 dollari), trasporto e alloggio compreso.

Con la lotteria sono stati raccolti 9 milioni di dollari, con una media di 23 dollari a partecipante. Una cena che frutta alla campagna di Obama la cifra record di 15 milioni di dollari, la più alta mai raccolta dal presidente in un singolo evento e che gli consente di entrare nell'olimpo dei presidenti beneficiati da Hollywood, accanto a John Fitzgerald Kennedy, Ronald Reagan e Bill Clinton. Ed è Clooney il 'bersaglio' preferito da Obama nel suo intervento. Con lui scherza e fa ironia.

Entrando in casa della star, Obama riferisce di aver visto il poster 'Hope' della campagna 2008 e di aver detto: «Nessuno realizza che quella era una mia fotografia scattata mentre sedevo vicino a George» nel corso di un evento per il Darfur. «È stata la prima volta che George Clooney, con Photoshop, è stato tolto da una foto. Non era mai accaduto prima e non accadrà mai più», scherza Obama, aggiungedo: «Abbiamo raccolto molti fondi perchè tutti amano George. Io piaccio, lui è amato. Ed è giusto non solo perchè è un attore incredibile ma anche perchè è uno dei rari individui che è suo agio con tutti e che usa il suo straordinario talento per qualcosa di veramente importante«.

Sondaggi - devi essere registrato per votare

#
Tema
Categoria
Voti
1
Diritto di sciopero anche per la Polizia di Stato Polizia di Stato 90
2
Il nuovo sito Il sito 70
Diritto di sciopero anche per la Polizia di Stato
Garantita, in ogni caso, la sicurezza del cittadino: sei favorevole all’esercizio del diritto di sciopero anche da parte dei lavoratori della Polizia di Stato?
 
 
 
 
Totale voti: 90
Categoria: Polizia di Stato